Antiche parole, nuovi orizzonti. Una scuola cinese nel cuore di Roma
Al nostro arrivo chiediamo informazioni ad alcuni ragazzi e ragazze che giocano a basket e con gentilezza ci indicano subito l'edificio dove si tengono le lezioni: è la scuola di lingua cinese. La mattina è una scuola elementare pubblica mentre nel pomeriggio studenti di diverse età e provenienza, al suono della campana, rientrano in classe per imparare una nuova lingua.
La fondatrice e direttrice della scuola, Zhoung Hua, dopo alcuni anni di insegnamento in Italia, decide di aprire una scuola (che porta anche il suo nome) per insegnare il cinese ai bambini nati in Italia sia da famiglie cinesi che italiane.
"Non è facile l'apprendimento di una lingua cosi diversa da tutto quello che circonda i ragazzi, ma cerchiamo di usare una metodologia che aiuta i ragazzi ad acquisire la padronanza necessaria e metterla direttamente in pratica" ci confida Zhoung Hua, "per questo motivo, non abbiamo scelto una sala in affitto, ma abbiamo deciso di restare nelle aule scolastiche della scuola di via Bixio".
Nella scuola non si insegna solo la lingua cinese, ma anche la storia e la cultura cinese: i genitori sono felici perché i loro figli nati in Italia riescono ad imparare seriamente la lingua e le tradizioni delle proprie origini.
Nella nostra visita incontriamo anche i bimbi fuori dalla classe. Tra questi Adelaide, che si rivolge a noi solo in cinese, inutile tentare di chiedere qualcosa in italiano: qui siamo nella scuola e si deve parlare così. I suoi genitori, Elena e Paolo, la accompagnano ogni sabato e la madre ci assicura che ora riesce a comporre frasi complete in cinese, mentre il suo apprendimento delle materie scientifiche è migliorato tanto dopo questa esperienza. Il papà di Adelaide invece ci lascia un messaggio: "invito i genitori italiani a fare un regalo ai loro figli e insegnare loro una lingua magica ed affascinante".
Segui su Babel il servizio sulla "scuola di lingua cinese" nel magazine settimanale BABzine in onda mercoledì 18 gennaio.