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Nascere italiano, scoprirsi straniero e diventare cittadino: la storia di Ian Elly Sally Kiggundu

A chi nasce in Italia non viene riconosciuta automaticamente la cittadinanza. Solo nel caso si sia risieduto in Italia per diciotto anni consecutivi si può ottenere la cittadinanza, a patto che si dichiari tale volontà all'ufficiale di Stato Civile entro il compimento del diciannovesimo anno di età. Dopo il superamento di questa scadenza infatti ci si può rivolgere unicamente al Ministero dell'Interno, tramite la Prefettura, con tempi e costi decisamente impegnativi.
 
La norma di riferimento l'articolo 4, comma 2, della legge 91 del 1992 cita testualmente “Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzioni fino al raggiungimento della maggiore età, diviene cittadino se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data”.

Per far conoscere questa legge da poco è stata promossa a Roma dai Sindaci italiani un'iniziativa di sensibilizzazione rivolta a circa 15.000 ragazzi e ragazze, tra i diciassette e i diciotto anni, nati in Italia da genitori stranieri potenzialmente destinatari nel 2012 della campagna “18 anni in Comune”.

La cittadinanza condiziona la vita quotidiana con importanti ripercussioni sull'integrazione e sull'inserimento dei cittadini stranieri e delle loro famiglie nella vita sociale e politica del nostro paese.
“Non è la nuova Italia, ma un'Italia diversa da come tu sei stato abituato a pensare” ci confida Ian Elly Sally Kiggundu, uno studente italiano di origine ugandese, che scopre all'improvviso di non essere italiano e di dover chiedere il permesso di soggiorno nell'unico paese che conosce. “Un colpo duro sapere che nella terra in cui sei nato e cresciuto alla fine sei un estraneo”.

Ian Elly ha così conosciuto la Rete G2 - Seconde Generazioni, un’organizzazione nazionale apartitica fondata da figli di immigrati nati e cresciuti in Italia. Il ragazzo ugandese è riuscito a preparare tutta la documentazione necessaria per avanzare la richiesta della cittadinanza in tempo utile, e a iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza e proseguire il suo futuro.

Qualcosa sembra stia per cambiare: infatti il 19 luglio 2011 è stata presentata una proposta di legge di iniziativa popolare per il riconoscimento della cittadinanza italiana ai giovani immigrati di seconda generazione. L'intenzione è concedere la cittadinanza italiana ai giovani nati in Italia da genitori immigrati regolarmente residenti nel nostro paese da almeno cinque anni o ai giovani che abbiano compiuto in Italia almeno un ciclo di studi.

Seguite su Babel il servizio sulla cittadinanza in onda venerdì 18 novembre.

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