Festival del cinema kurdo
L'Associazione Europa Levante è la promotrice della quarta edizione del Festival del cinema kurdo. Un'occasione per conoscere la cultura e la storia di questo popolo. BABzine ha parlato con Hevi Dilara, direttrice dell'associazione e regista di uno dei film in rassegna, La vita per lei. “Vivo in Italia da 15 anni. Vengo dalla parte turca del Kurdistan e sono rifugiata politica. Non volevo lasciare il mio paese ma sono stata arrestata e torturata. Il motivo? Aver cantato in kurdo”.
Le pellicole presentate durante la rassegna cinematografica parlano della quotidianità e delle sofferenze del percorso storico vissuto dai kurdi. “Il nostro popolo è diviso tra Siria, Iran, Turchia e Iraq. Siamo più di 40 milioni di persone senza diritti né libertà, a cui viene anche negata l'identità. Ciò che vogliamo è raccontare la nostra guerra non parlata”, racconta Dilara. Chi sono i curdi e da dove vengono sono gli obiettivi della quarta edizione del Festival. I film in programmazione hanno aperto spazi di dibattito che hanno visto la partecipazione dei registi e degli attori.
Nel film "La vita per lei" vengono rappresentate le difficoltà dell'immigrazione e lo scontro di culture “soprattutto quando non si conosce la lingua del posto”, spiega la regista, attraverso la storia di un matrimonio curdo immigrato in Italia. Nella pellicola Mia madre vuole la pace si raccontano le vicende delle madri curde che hanno perso i loro figli durante la guerra, “queste donne hanno preso esempio dalle madri di Plaza de Mayo in Argentina ed ho voluto mostrare la vita di una donna per rappresentare tutto il movimento”, ha detto Aziz Çapkurt, regista, alle telecamere di BABzine. Infine, il film Press di Sedat Yilmaz parla di ciò che subiscono i giornalisti kurdi.
Seguite su Babel il servizio sul "Festival del Cinema Kurdo" sabato 4 febbraio alle 20:30.